Il Nepal, il piccolo regno dell’Himalaya compresso (proprio fisicamente) tra l’India e il Tibet, è riuscito sin dai tempi dell’India britannica ad attirare un turismo selettivo. I backpackers avidi di spiritualità hanno ceduto posto ai montanari straricchi alla conquista dell’Everest negli anni ’80. Ma dopo il terribile terremoto del 2015, i templi buddisti, per quanto particolari, sono stati azzerati, e i campi base del Tetto del Mondo spazzati via. Per non parlare dell’immenso danno causato a discapito della popolazione e dell’economia. In tutta questa vicenda, però, qualcosa di buono c’è: il Nepal resiliente è virato verso un turismo più salutare e gli hotel sono stati ricostruiti in modo etico, ecologico e lussuoso come non mai. Moderatamente colpito dalla pandemia, il paese resta sempre aperto al turismo. Hotel boutique o resort, ecco gli alberghi indipendenti più affascinanti del Paese.

3Rooms by Pauline, in Kathmandu
3Rooms by Pauline, in Kathmandu © Walliance / Em Campos

Nido segreto in mezzo alla città

Baber Mahal, il famoso palazzo reale della dinastia Rana nel cuore della Kathmandu ottocentesca, era all’epoca un innovativo complesso di architettura Mughal ispirata al Taj Mahal. Dopo la forzata rimozione del re, è stato di recente trasformato in una galleria d’arte e di negozi di lusso. È un insieme di porte, di passaggi, di chioschi in mezzo a una serie di piazzette, e poi un labirinto di palazzi bianchi riccamente decorati. In quest’ambiente curatissimo, la Svizzera Pauline ha deciso di ricavare le sue 3 Rooms. Più B&B che albergo, ma sempre di discreto lusso, un padiglione accoglie non 3 ma 4 suites indipendenti, ammobiliate in modo rustico chic, in tradizione nepalese. All’interno, una quiete assoluta, turbata solo dai tintinnio dei campanelli che scendono dal tetto. La struttura punta sul comfort in chiave km0, tra tessuti locali, vaschette in rame forgiato per i lavelli e antichi bauli tibetani da collezione (si possono comprare!). Nella Kathmandu agitata e rumorosa, quest’oasi di pace è un pit-stop necessario per rilassarsi prima o dopo una febbrile corsa tra i tempi e cortili della città.

Dove mangiare: attraversate due cortili ed ecco Chez Caroline, con una terrazza attrezzata tra gli antichi pilastri di legno del palazzo. Specialità francesi, carne importata e il brunch con cornetti freschi!

Cosa vedere: a distanza di risciò, i tre Durbar (complessi reali) di Kathmandu offrono una passeggiata nella storia della valle, un concentrato di templi buddisti, di palazzi di mattone e legno e di tanta animazione. E proprio sotto casa, artigiani e antiquari hanno aperto le loro boutique per uno shopping di qualità.

3 Rooms By Pauline, zona Thamel a Kathmandu, 45-90 € a notte — prezzi scontati, igienizzazione e distanziamento durante il periodo Covid.

3Rooms by Pauline, Kathmandu
3Rooms by Pauline, Kathmandu La struttura punta sul comfort in chiave km0, tra tessuti locali, vaschette in rame forgiato per i lavelli e antichi bauli tibetani da collezione. © Walliance / Em Campos

Legno scolpito e spiritualità intatta

Poco più giovane del palazzo Baber Mahal è l’albergo-museo di Dwarika’s, che per cent’anni ha tenuto fede al suo spirito di indipendenza. Il suo fondatore, Dwarika, vi ha fatto riutilizzare i preziosi infissi di legno scolpito, provenienti da numerosi palazzi di Kathmandu e destinati ad essere bruciati come vecchio legno. Questo spirito di conservazione, ancora oggi, pervade le mura dell’imponente struttura, che ospita ormai un museo, un laboratorio di restauro, ma anche mille comodità per i viaggiatori che puntano alla rigenerazione dello spirito. E infatti, si pernotta in pace, nei letti alti colmi di cuscini di lana locale, nelle vasche di granito himalaiano o nella piscina a forma di bacino sacro dei templi induisti. Tra i cortili di mattone rosso e di granito, diversi padiglioni accolgono corsi di yoga, di meditazione, di pittura, ma anche tanti ristoranti e bar, il tutto seguendo la filosofia spirituale ed ecologica del luogo.

Dwarika’s Hotel, Kathmandu
Dwarika’s Hotel, Kathmandu Dwarika’s riutilizza i preziosi infissi di legno scolpito, provenienti da numerosi palazzi di Kathmandu e destinati ad essere bruciati come vecchio legno. © Walliance / Em Campos

Dove mangiare: la cena in-house da Krishnarpan è una cerimonia. Seduti su divani bassi, una vera processione di cameriere serve ognuna un piatto del Newari Bhoj, il pasto tradizionale del Paese. Un’esperienza mistica per una cucina “povera”, ricca di sapori. 

Cosa vedere: Ogni mese, non mancate il vortice colorato della folla al tempio di Baudhanat. Il festival della luna piena raccoglie buddhisti e avventori, per i famosi 108 giri attorno all’immensa stupa immacolata. Con tanto di cibo, danze e spettacoli nei dintorni!

Dwarika’s Hotel, Kathmandu
Dwarika’s Hotel, Kathmandu © Walliance / Em Campos

Dwarika’s, 450-550 € a notte – occupazione al 50%, distanziamento e politica di cancellazione durante il periodo Covid.

Colazione con vista

Sulla strada per Pokhara, la pianura lascia il posto a “colline” verdeggianti, che però il resto del mondo chiamerebbe già montagne. A quota 1100, il resort Tiger Mountain Lodge sembra ancora immerso nel verde, ma dalla piscina a sfioro si scopre il vero tesoro del posto: una vista mozzafiato sul massiccio dell’Annapurna. L’albergo si vuole come uno chalet di montagna, con senso di comunità e l’istinto per un turismo responsabile. La cena si fa seduti insieme nel foyer, attorno al falò, e la biblioteca soleggiata accoglie conferenze e workshop forniti dalle guide naturalistiche del posto. I lodge sono bungalows in pietra e legno disallineati lungo la cresta boscosa, ma il comfort è sempre premium, grazie soprattuto ad un’accoglienza cinque stelle. Piscina, massaggi ayurvedici, cellulare in ogni stanza che connette alla hall, e il servizio di turndown offerto ogni sera alle 7 per agevolare il vostro sogno sotto le stelle.

Tiger Mountain Pokhara Lodge, Pokhara
Tiger Mountain Pokhara Lodge, Pokhara © Walliance / Em Campos

Dove mangiare: imperdibile la colazione in terrazza, con la vista a 180 gradi sull’Annapurna ammantato di nuvole. Per il pranzo, le specialità di carne vengono dalla valle, mentre le verdure e le erbe crescono proprio nel giardino organico della struttura.

Cosa vedere: tantissime le escursioni che partono da Tiger Mountain Lodge. Dopo un pomeriggio alla scoperta della fauna locale o un trek di 15 giorni fino al campo base dell’Annapurna, ci sarà sempre un camino acceso ad accogliervi al ritorno.

Tiger Mountain Pokhara Lodge, 400-500 € a notte – occupazione al 50% durante la pandemia

Tiger Mountain Pokhara Lodge, Pokhara
Tiger Mountain Pokhara Lodge, Pokhara Dalla piscina a sfioro si scopre il vero tesoro del posto: una vista mozzafiato sul massiccio dell’Annapurna.© Walliance / Em Campos

Lusso a impatto zero

Recentissimo, il resort Pavilions di Pokhara ha saputo formulare sin dalla progettazione una destinazione a impatto zero. Lungo la montagna, gli chalet usano l’acqua dei torrenti e filtrano quelle cosiddette “grigie”. Le acque nere alimentano un serbatoio che fornisce tutto il gas della cucina, mentre i pannelli solari completano i fabbisogni energetici. Poggiato di fronte alla Pagoda della Pace (che si vede dalla piscina a sfioro), l’albergo non disturba affatto il lavoro delle risaie. Ecologia totale rima con comfort hi-tech: i padiglioni termoisolanti si aprono sulla valle attraverso finestroni di triplo vetro, la biancheria da letto è tessuta interamente a mano e la temperatura è regolata passivamente dalla geotermia. Dormirete da sogno, soprattutto dopo un massaggio con pietre calde o una sessione di yoga rigenerante.

Pavilions Himalaya, Pokhara
Pavilions Himalaya, Pokhara Recentissimo, il resort Pavilions di Pokhara ha saputo formulare sin dalla progettazione una destinazione a impatto zero. © Walliance / Em Campos

Dove mangiare: il bar attiguo alla piscina propone una selezione internazionale, tutta bio e locale, ma se volete assaggiare i mo-mo, scendete al lago, dove Mona Lisa offre i famosi ravioli fritti o al vapore.

Cosa vedere: Pokhara è la porta dei trek verso l’Annapurna. Se non ve la sentite di partire 15 giorni sui ghiacciai, provate la rotta di Poon Hill. In due o tre giorni e parecchi rifugi lungo la salita, arrivate all’imperdibile terrazza con vista sulla montagna Fish Tail. Nuvole permettendo, è da tentare all’alba!

The Pavilions Himalaya, Pokhara, 500-1000 € a notte, igienizzazione totale e distanziamento durante il periodo Covid.

Pavilions Himalaya, Pokhara
Pavilions Himalaya, Pokhara © Walliance / Em Campos

Incontro con il raro rinoceronte indiano

Il Nepal non è tutto montagne. Lungo il confine con l’India, c'è invece una giungla densa tagliata dai fiumi pigri – l’habitat storico del rinoceronte e della tigre indiana, due specie minacciate. Nella riserva di Chitwan, potete invece approcciare il primo, ed evitare la seconda, in tutta sicurezza dall’alto del vostro elefante. Il safari lo organizza Bahari Lodge, un resort di padiglioni poggiato proprio al confine del parco, con vista fiume. L’architettura dei bungalows sintetizza la cultura locale, abbastanza diversa di Kathmandu: sotto un tetto di paglia, il cottage tutto curve è in legno grezzo. La vasca da bagno scavata nel suolo sembra un laghetto. Troppo rustico? Si dorme però da sogno, la natura vicina non perturba il foyer raffinato, la piscina salata naturalmente né le pietanze ricercate dello chef.

Bahari Lodge, Chitwan
Bahari Lodge, Chitwan Sotto un tetto di paglia, il cottage tutto curve è in legno grezzo. © Walliance / Em Campos

Dove mangiare: il resort offre formule tutto incluso, ma perché non uscire per l’aperitivo? Prendete una barca e sorseggiate vino di riso o rum locale guardando i gharial – i coccodrilli di fiume – cacciare pesci al tramonto.

Cosa vedere: i rinoceronti, ovviamente. Sveglia all’alba, sarete certi di avvistarne almeno un paio. Per le tigri invece, ci vorrà un po’ più di fortuna. I gharial pasteggiano al fiume ogni sera: osservateli uscendo per una cena copiosa al ritmo della danza dei coltelli.

Bahari Jungle Lodge, nel Parco Nazionale di Chitwan, 200-250 € a notte con safari incluso

Parco Naturale di Chitwan
Parco Naturale di Chitwan © Walliance / Em Campos