L’arte si fa in una chambre de bonne polverosa e glaciale, sotto un tetto vetusto di Montmartre… adesso non più! La creatività si esprime meglio in una residenza full-board, in qualche villa con vista lago o in una casa storica già arricchita di tanti pezzi d’arte lasciati dai residenti precedenti. Per chi vuole dedicarsi a creare, ecco alcuni dei posti più belli del vecchio continente.

Camminare sulle tracce dei giganti…

… è possibile alla Bauhaus Residency. Costruita negli anni ‘20, seguendo i precetti del movimento eponimo, la casa dei Maestri della scuola di Dessau, vicino a Berlino, accoglie di nuovo gli artisti in residenza. È proprio qui che Walter Gropius, Oskar Schlemmer, Georg Muche, László Moholy-Nagy, Lyonel Feininger, ma anche Wassily Kandinsky e ovviamente Paul Klee hanno vissuto, mentre si sviluppava la fusione tra arte e design, avanguardia di tutti i movimenti arts and crafts del XX secolo. Da febbraio 2016, e per la prima volta dopo 90 anni, la fondazione Stiftung Bauhaus Dessau permette a giovani artisti internazionali di tornare a vivere e lavorare nella casa bifamiliare Muche/Schlemmer. Gli artisti invitati possono esercitare la loro creatività in ogni campo, dall’arte pura al design, ma con un’attenzione particolare ad andare oltre i confini di ogni materia, proprio come dettava la scuola del Bauhaus. Nell’ultima edizione del 2021, il programma mette l’accento sull’architettura, che va di pari passo con il design e la natura.

Bauhaus Residency
Bauhaus Residency

Studio con vista a Roma

Alzarsi al mattino e vedere il sole bagnare la città eterna, affacciandosi sul Gianicolo. Ispirante per un artista, no? È da più di un secolo che l’American Academy ha eletto a suo domicilio la Villa Mirafiori, costruita ex-novo nel 1914, nello stile manierista romano, ma poi sempre arricchita dai residenti, i quali soggiornano nella vicina Villa Aurelia, risalente al Seicento e circondata da giardini disegnati per il cardinale Farnese. Non male per restarci quasi un anno, alloggio e stipendio compresi, e sviluppare un progetto che fa da ponte tra le scienze umane e una disciplina artistica. È il famoso Rome Prize. Tra le discipline annoverate, anche la musica: l’Accademia ha visto passare Stravinsky e Francis Poulenc, e nello stesso periodo si poteva incontrare in quegli stessi giardini anche Salvador Dalì!

Di Provenza il mar e il sol

Una delle Maison des Illustres, ovvero una casa storica e artistica più famosa in Francia, la Camargo Foundation, è stata voluta dall’artista e filantropo Jerome Hill per promuovere la creatività, la ricerca e la sperimentazione attraverso un programma internazionale di residenze. Dal 1971 sono quasi mille le figure artistiche che sono passate ad ammirare la terrazza a strapiombo sul Mediterraneo in quel di Cassis. La villetta, che si ispira alla Villa Medici a Roma, ma anche al design e allo spirito provenzale, offre tempo e spazio in un ambiente contemplativo e solidale. Sono scrittori, artisti visual, cineasti o coreografi coloro che accorrono da ogni parte del mondo per usufruire di una tale libertà di pensare, di creare e di connettersi con i loro pendant scolastici, i ricercatori in scienze umane a loro volta ospiti della struttura per sei settimane alla volta.

Camargo Foundation
Camargo Foundation © Viviana Peretti

La fortezza della solitudine

Lunga è la storia artistica dello Schloss Solitude di Stoccarda. Lo stravagante castello costruito nel 1764 segue il penchant rococò del suo ideatore, il Duca di Württemberg, personaggio storico fuori dagli schemi del periodo barocco tedesco. Al contempo, dimora di potere, ospedale militare, albergo o carcere, il parco ha visto passare… tutti. Ancora oggi, grazie ad un proficuo programma di residenza per artisti, la famosa solitudine del posto è un vantaggio per chi vuole creare in pace. Sono 1.400 i giovani artisti provenienti da oltre 120 Paesi che vi sono passati da quando ha aperto le porte nel 1990: sound designers, creativi digitali, architetti e designer, ma anche educatori, ricercatori e studiosi di ogni disciplina approfittano del sostegno della regione Baden-Württemberg e dell’ospitalità dei 45 studi indipendenti siti proprio nel Castello. In armonia con la posizione e la storia del castello, Solitude è un rifugio e una "zona franca" per l'arte e la vita. Ma ha anche un volto pubblico come sede espositiva, laboratorio innovativo e arena di discussione.

Schloss Solitude di Stoccarda
Schloss Solitude di Stoccarda

Villa Lena

Si può parlare di residenze per artisti senza evocare la Toscana? Il posto più gettonato nella culla della cultura italiana è Villa Lena. La fondatrice della Fondazione, Lena Evstafyeva, è partita dall'idea di riunire musica, arte, spettacolo, cinema, moda e altri settori creativi in un unico luogo per creare un tipo di ritiro toscano decisamente unico. E che luogo! Una villa di campagna a fior di colle, piantata tra i cipressi e decorata da ogni pezzo d’arte creato in sito e quindi donato: ogni artista che partecipa al programma lascia infatti una traccia d'arte al termine della sua residenza. La Fondazione sostiene gli artisti durante la loro permanenza per realizzare opere ambiziose che siano impronte e impressioni fisiche del loro tempo in Toscana. Per chi vuole approfittare dell’effervescenza del luogo senza necessariamente fare parte, la Villa si appoggia anche a un hotel aperto tutto l’anno, ricavato in una vecchia scuderia in stile campagnolo, e ovviamente sempre con vista. Vero agriturismo, gli artisti residenti diventano parte della vita comunitaria del luogo e sono invitati a partecipare alle attività agricole, come la vendemmia per il vino, la raccolta delle olive per l'olio, la ricerca di tartufi in autunno o anche il foraging nei boschi. Insomma, un “fare” che si unisce al fare arte.