Con l’anno nuovo, mettiamo via il vecchio scafo (ce l’avete?) e facciamo largo alle barche veramente innovative. Dal gommone al superyacht, ogni categoria di imbarcazione approfitterà di sviluppi tecnologici, considerazioni ecologiche o di design fuori dagli schemi, che segneranno tendenze durevoli nella nautica.

A prova di Covid

Chi l’avrebbe pensato? L’interminabile pandemia e le sue restrizioni modificano anche il panorama del mercato nautico. Molto visibile all’ultimo Salone Nautico di Bologna, il trend degli Explorer sta per durare. Sono imbarcazioni di diporto, quindi sempre di lusso, ma con caratteristiche marittime prese dalle navi militari, dai rimorchiatori o anche dalle navette di rifornimento, i supply vessels. Ovvero, scafi a tutto comfort di dimensioni compatte che però possono affrontare anche lunghi periodi di navigazione, senza fare acqua e a prova di meteo contraria. E che c’entra il Covid? Secondo l’architetto nautico Sergio Cutolo, i distanziamenti e le restrizioni di viaggio rendono la barca una sorta di isola salvifica, che non deve tornare spesso al porto. L’Italia è ancora il leader mondiale degli yacht sopra i 24 metri, e gli Explorer, ormai disegnati da zero e non più riconvertiti da barche da pesca, vanno forte. “Naviga lento, a 10 nodi, ma è confortevole e stabile: chi è a bordo non soffre il mare. Poi può disporre di grandi celle frigorifere e di decine di migliaia di litri di gasolio”, spiega ancora Cutolo. Una nave perfetta per lo slow travel da lupo di mare, quindi.

Sul mare verde

E questi Explorer esplorano altre forme di propulsione. Hydro Tec, studio di design navale, propone nel suo ultimo 65-metri una propulsione ibrida, diesel e elettrica. La sostenibilità è al cuore dei nuovi progetti e, come per le auto a batteria, l’elettrico si fa un nido anche nelle barche. Certo, la tecnologia a batterie è ancora agli albori per la propulsione navale (anche con progressi recenti, la densità degli ioni di litio non supera quella del sistema termico, ovvero le batterie pesano troppo e occupano troppo spazio). Comunque, per gli early adopter la Greenline Yachts ha una vasta gamma di barche e yacht ibridi attualmente sul mercato, che vanno da 10 a 20 metri. Basato su una trasmissione ibrida, Greenline può essere equipaggiato con sistemi di propulsione sia diesel che elettrici che condividono l’unità di guida. La crociera solo elettrica è limitata alle velocità di dislocamento, ma l’autonomia può essere estesa con pannelli solari. In scala più piccola però, i gommoni o fuoribordo possono passare all’elettrico in un attimo, grazie ai motori della ditta tedesca Torqeedo, leggeri e dinamici, che con una batteria amovibile da 60 KWh possono cavalcare le onde per alcune ore. L’ideale per la pesca o il farniente in mare, quindi. Il costruttore austriaco Silent Yachts ha lanciato il suo primo modello (un powercat di 14 metri) solo una decina di anni fa, dando il via ad una linea tutta elettrica. Questi yacht ricoperti di pannelli solari hanno fatto notizia come transatlantici, con solo un generatore diesel per quando manca il sole. L’ultimo Silent 60 sfoggia 42 pannelli solari con una potenza di picco di 17 kW, abbastanza per navigare fino a 100 miglia al giorno con la sola energia solare, a seconda delle condizioni. La ditta italiana Rossinavi ha appena presentato il suo Sea Cat 40, tutto elettrico anche lui, per combinare ozio lussuoso e ecosostenibilità.

L’elettrico si fa un nido anche nelle barche di diporto
L’elettrico si fa un nido anche nelle barche di diporto

Viaggio di sole e vento

Oltre alla batteria, le opzioni rinnovabili promettono un’autonomia da transatlantico. E si basano sul buon vecchio… vento. Lo stesso Silent Yachts 60 propone in opzione una vela kite per dare una spinta in più quando il vento soffia. La vela può essere gonfiata con una pompa elettrica in pochi secondi e una volta che le linee di controllo sono in posizione e sugli argani, la vela si alza dall’acqua per aggiungere potenza extra. La riscoperta del vento tocca anche le navi più grosse. Già 15 anni fa, il maestoso Maltese Falcon osava impiantare tre alberi e 15 vele su un superyacht di 88 metri. In chiave futuristica però, visto che gli alberi ruotano da soli e le vele srotolano fuori dai pennoni, il tutto comandato dalla console di bordo. Raggiungendo 24 nodi sotto vento, sono un bel po’ di tonnellate di diesel risparmiate. La moda si perpetua oggi con il recente Black Pearl, lo yacht più ecologico al mondo, dicono i suoi creatori. Incrocia l’Atlantico a 30 nodi, senza nemmeno bruciare un litro di gasolio.

I pannelli solari e gli array fotovoltaici integrati nel mondo nautico non sono una novità già da un po’, poiché l’energia solare diventa un’opzione sempre più praticabile per le imbarcazioni ibride-elettriche. Tuttavia questo non è l’unico uso per questa tecnologia. I costruttori di cabinati e barche familiari rimorchiabili come Ranger Tugs e Cutwater Boats stanno offrendo pannelli solari opzionali da 160W-320W su modelli direttamente dalla fabbrica, poiché sanno che i clienti vogliono l’energia aggiunta per alimentare una varietà di accessori e dispositivi di bordo. E questa tecnologia “smart boat” non è solo limitata alle barche a propulsione elettrica, ma si trapianta anche sulle vecchie barche a vela.

L’energia solare diventa un’opzione sempre più praticabile per le imbarcazioni ibride-elettriche
L’energia solare diventa un’opzione sempre più praticabile per le imbarcazioni ibride-elettriche

La tecnologia al servizio del comfort

I Millenials non sarebbero esattamente il target dell’industria dei superyacht, ma lo diventano nel momento in cui non si tratta più di comprare un prodotto, ma di fare esperienze. Di qui, lo smorgasbord di tecnologie “smart” che invadono le barche. Si camuffano nel design esistente in modi sottili, come la localizzazione Bluetooth o un proiettore laser 4K integrato nei mobili su misura. Oppure permettono di pilotare un 50-metri come se fosse una canoa, grazie alla navigazione tutta digitale, riducendo cosi le necessità di personale di bordo. Anche per chi ha solo un gommone da pesca, il radar, il sonar e lo schermo tattile di controllo sono ormai installati di serie sui modelli recenti. Comunque, nel 2022 le tecnologie avanzate allora riservate ai militari si democratizzano, e sin dalla progettazione. Ormai gli scafi di ogni dimensione si progettano al computer, con studi idrodinamici per ottimizzare la carena. E la resina lascia il posto alla pelle di carbonio, più leggera, più resistente all’usura. Sono finiti i giorni delle barche in legno o dei grandi scafi in vetroresina inutilmente spessi che appesantivano le prestazioni. Al giorno d’oggi i costruttori stanno usando materiali leggeri più forti come kevlar, fibra di carbonio, con lo scopo di rendere le imbarcazioni più manovrabili, ma anche di rafforzare una struttura sottomessa allo stress aggiuntivi delle motorizzazioni sempre più potenti.

Altra tecnologia allora riservata ai grossi tonnellaggi: gli stabilizzatori giroscopici. Girando come una trottola, assorbono l’energia delle onde trasversali. Ormai compatti, elettrici e controllati da computer, possono essere montati anche su una barca di diporto leggera e riducono il rollio fino al 95%. Un comfort da nave da crociera senza mal di mare! Inoltre, è da più decenni che aspettiamo l’avvento delle navi “volanti”, sollevate fuori dall’acqua sui foil. Oggi potrebbero essere una realtà, grazie ai nuovi materiali, motori elettrici più leggeri e chip di controllo. Il Candela C-7 è sospeso sopra una lamina sommersa in fibra di carbonio che utilizza sensori a ultrasuoni, giroscopi, accelerometri e GPS per regolare costantemente l’assetto fino a 100 volte al secondo. Con 55KW di potenza puramente elettrica, vanta un’autonomia di 90 km sfrecciando (volando?) a 55 km orari. Una Tesla di mare quindi, e un riflesso del lusso tech che pervade il settore.

Superyachts: il lusso non si ferma

Il lusso sì, ma non c’entra solo la misura (lo standard è ormai 55 metri) o il numero di ponti per i neoacquirenti di barconi. Anzi, il design degli interni prende il sopravvento sull’architettura generale. La progettualità, le forme più squadrate, la personalizzazione dominano le tendenze. Basta il bianco, il teak, il blu marino: ormai le tinte pastello, il rosa e l'arancione della generazione Millenial si ritrovano anche negli interiors sempre più glamour.

Ormai le tinte pastello, il rosa e l'arancione della generazione Millenial si ritrovano anche negli interiors
Ormai le tinte pastello, il rosa e l'arancione della generazione Millenial si ritrovano anche negli interiors

Abbasso il vecchio oblò: come per le case in era di Covid, ci vuole più luce, e i salotti a vista sono ormai una realtà. Artefact (cantieri Nobiskrug) fa un uso artistico delle vetrate disposte a triangoli, e il 60-metri Excellence ha rilevato la sfida tecnica di vetrare 2 ponti insieme senza distorcere la vista sul mare. Il super yacht Joy, dei cantieri Feadship, propone 3 ponti interamente vetrati sui 70 metri di lunghezza del battello. Uno di questi è la palestra, con le cyclette affacciate sul mare. Questo sarebbe un altro trend degli yacht moderni, che abbandonano i lounge o le sale da pranzo per 20 ospiti per proporre piuttosto spa, hammam, sale da sport… anche un terrarium con rettili, se necessario. Vale anche per la cucina di bordo, non più rilegata in cambusa, ma in vista sul ponte di poppa, come questi isolotti creati da Steininger. Insomma, la barca si fa come la casa: più personalizzata, più moderna. Oppure come la supercar: più tecnologica e più sportiva, come il motorboat di Tecnomar che ruba alla Lamborghini i sedili delle macchine da corsa!

Abbasso il vecchio oblò: come per le case in era di Covid, ci vuole più luce
Abbasso il vecchio oblò: come per le case in era di Covid, ci vuole più luce