Nel 2020, a Chicago, è stata allestita la mostra “The Allure of Matter”, oggi visitabile anche online, che permette di esplorare da vicino l’arte cinese contemporanea e il rapporto intimo tra gli artisti e i materiali che utilizzano per dar vita alle loro opere. Dalle installazioni alle performance, polvere da sparo, sigarette ma anche capelli umani sono tra gli elementi protagonisti dei lavori degli artisti cinesi contemporanei, che li utilizzano per trasmettere i loro pensieri, i sentimenti, le idee politiche e le polemiche sociali.

La genesi della mostra: dall’arte cinese dagli anni ’80 del Novecento all’epoca contemporanea

La mostra The Allure of Matter nasce dalla necessità di raccontare l’evoluzione dell’arte cinese negli ultimi quarant’anni verso quella che viene definita come arte materica. La trasformazione dell’arte cinese ha avuto inizio con la rivoluzione culturale avvenuta nel decennio 1966-1976, che ha letteralmente tagliato fuori la Cina e la sua arte dal mondo esterno, in particolare dall’Occidente. In quel periodo, l’arte moderna in stile occidentale è stata bandita dalle mostre e dalle pubblicazioni per lasciare spazio a immagini che rappresentassero l’ideologia maoista, dalle figure dello stesso Mao alle folle rivoluzionarie.

Con la morte di Mao e la fine della rivoluzione culturale, il panorama artistico cinese è stato investito da una nuova corrente artistica, conosciuta come 85 Art New Wave, guidata da un gruppo di critici e di artisti che si consideravano i leader del processo di modernizzazione che stava investendo il mondo dell’arte. Secondo i suoi esponenti, questo processo aveva preso il via già negli anni ’20 del XX secolo, ma era stato bloccato dalle guerre mondiali prima, e successivamente dalla Rivoluzione Socialista. Il loro compito era quindi quello di riconnettere l’arte cinese con la tradizione dell’arte moderna e di riportare l’umanesimo e l’individualismo al centro del processo di creazione artistica. Durante gli anni Ottanta, gli artisti cinesi dell’85 Art New Wave accolsero con entusiasmo le traduzioni delle opere di letteratura occidentale e la loro filosofia, e basarono i loro lavori su immagini provenienti dal mondo occidentale. Il movimento che ha abbracciato l’arte moderna negli anni ’80 è contrastato dall’arte contemporanea sperimentale degli anni ’90, caratterizzata dal cosiddetto Political Pop e da un realismo cinico, dove il modernismo viene abbandonato in favore del postmodernismo. Questo nuovo indirizzo assunto dall’arte cinese ha offerto la possibilità di avere visibilità a livello internazionale causando, però, un allontanamento da quelle che erano le sue radici. Molti lavori presentati come arte cinese non hanno saputo rappresentare la realtà delle cose, tanto che alcune delle mostre che li ospitavano non vennero mai allestite in Cina.

© Xu Bing
© Xu Bing photo © Museum Associates: LACMA

Il rifiuto del Political pop e dello strumento pittorico

Parallelamente al Political Pop, in Cina si andava sviluppando un altro movimento artistico, che può essere considerato un po’ il precursore dell’arte materica. Gli artisti che ne facevano parte realizzavano opere volutamente lontane dalla formula pittorica, che assumevano le forme più disparate: installazioni, performance, progetti che avevano come caratteristica principale quella di essere realizzati con materiali locali e specificatamente per un dato luogo. Osservando questo quadro d’insieme è facile comprendere come si siano potuti ignorare alcuni interessanti lavori creati da artisti cinesi che non facevano parte del Political Pop. Nonostante la scarsa popolarità iniziale, queste opere riconducibili all’arte materica concettuale realizzate localmente, in contrasto con i lavori più commerciali, sono state in grado di riflettere concretamente i cambiamenti sociali che hanno investito la società cinese.

© Song Dong
© Song Dong photo © Museum Associates: LACMA

Cos’è l’arte materica?

L’arte materica è un tipo di arte che permette all’artista di utilizzare materiali non convenzionali per realizzare i suoi lavori. In queste opere non viene data importanza tanto all’estetica o allo stile quanto, piuttosto, al giudizio estetico dell’artista o alla critica sociale che intende esprimere. I materiali selezionati dall’artista per creare la sua opera trascendono la loro natura originaria e i vari generi artistici, diventando il super agente che gli permette di trasmettere il suo pensiero. Alcuni degli artisti cinesi d’avanguardia degli anni ’80 e ’90 del Novecento, come Gu Dexin e Huang Yong Ping, le cui opere sono presenti nella mostra “The Allure of Matter”, possono essere considerati precursori dell’arte materica cinese.

© Lin Tianmiao
© Lin Tianmiao photo © Museum Associates: LACMA

The Allure of Matter: la mostra

The Allure of Matter è una mostra allestita a Chicago nel 2020 con lo scopo di presentare le opere d’arte degli artisti cinesi che hanno scelto l’arte materica come mezzo di espressione, utilizzando i più svariati materiali per veicolarla - materiali che non svolgono più la loro funzione classica, ma diventano strumenti a disposizione degli artisti per creare la propria arte. La mostra nasce dalla collaborazione con lo Smart Museum of Art, la University of Chicago e Wrightwood 659, le cui sale ospitano le 48 opere in esposizione, realizzate da coloro che, oggi, sono considerati tra i maggiori esponenti dell’arte cinese. Tra questi Ai Weiwei, che dal 1990 ad oggi ha utilizzato per i suoi lavori materiali che sono intrisi di tradizione, tra cui legno, pietra, vasellame, porcellana e bronzo. Significativa è la sua serie Furniture, creata impiegando tecniche del XVII secolo e grazie all’aiuto di artigiani esperti. Altro protagonista è Gu Dexin, uno dei precursori dell’arte materica in Cina, che ha iniziato a esprimere la sua arte fondendo pezzi di plastica che portava a casa dalla fabbrica di Beijing dove lavorava part-time. Hu Xiaoyuan ha ottenuto l’attenzione della platea internazionale per l’opera A keepsake that I cannot give away, realizzata con un fine ricamo in seta. Nella sua serie Wood, del 2008, ha invece impiegato legno, seta e chiodi per creare delle opere semplici solo in apparenza, come Ant Bone IV e V.

© Gu Dexin
© Gu Dexin photo © Museum Associates: LACMA

Per scoprire i nomi e le tecniche di tutti gli artisti presenti alla mostra, è possibile visitare il sito ufficiale che, dopo la chiusura a causa della pandemia, offre anche un tour virtuale dell’esposizione. È possibile, inoltre, approfondire la storia dell’arte materica cinese e le storie degli artisti che hanno preso parte a The Allure of Matter grazie ad un il volume ideato da Wu Hung, Orianna Cacchione e Christine Mehring, che si sono occupati di curare e allestire la mostra.