Dal 22 settembre 2022 al 23 gennaio 2023 a Palermo torna BAM, la Biennale Arcipelago Mediterraneo promossa da Associazione MeNO e Fondazione Merz con la direzione artistica di Andrea Cusumano e con il patrocinio del Comune di Palermo. Nella sua terza edizione, la rassegna d’arte contemporanea è pronta a coinvolgere il centro della città, le piazze, le strade e i Cantieri Culturali alla Zisa in un grande hub sperimentale che parte proprio dall’attività di ricerca degli artisti. 

BAM: il festival dedicato ai popoli e alle culture che si affacciano sul mare 

La Sicilia è una gemma, il cui castone è stato cesellato da tutte le potenze che a volta a volta l'hanno posseduta.

Ernst Junger, 1929 

BAM è un festival internazionale che ha lo scopo di promuovere la ricerca nell’ambito delle arti visive, arti performative e teatro. L’evento è dedicato ai popoli e alle culture che si affacciano sul mare e ruota attorno alle tematiche dell’accoglienza e del dialogo. 

Questa edizione è stata progettata senza seguire un concept curatoriale. A fare da guida a chi prende parte al festival non è, perciò, un tema comune, ma le istanze e le domande mosse dagli artisti stessi nella contemporaneità e nella loro ricerca estetica e concettuale. La scelta testimonia l’esigenza di tornare a una dimensione laboratoriale, seguendo una concatenazione di eventi che hanno lo scopo di facilitare e promuovere la collaborazione tra gli artisti. 

A sottolineare questa scelta anche il nome attribuito alla rassegna di quest’anno: INSATURO. Un termine preso in prestito dalla chimica, ambito nel quale viene utilizzato per indicare un composto organico nella cui molecola sono presenti più legami. 

Allo stesso modo, l’edizione 2022 di BAM è stata concepita come un contenitore insaturo di ricerca sulla contemporaneità che ha, come punto di partenza, la ricerca artistica. Un’esplorazione che si muove nell’ambito delle identità plurali, degli arcipelaghi che si distinguono e dialogano tra loro

Viaggio tra i luoghi di BAM: i Cantieri Culturali alla Zisa 

I Cantieri Culturali alla Zisa sono un’ex area industriale di Palermo che si trova alle spalle dell’omonimo castello. La struttura, costruita in origine per ospitare le Officine Ducrot e lo Studio Ducrot è composta da 23 capannoni al cui interno furono realizzati alcuni tra i mobili in stile liberty più belli d’Europa partendo dai disegni di Ernesto Basile. Tra gli esempi più celebri ci sono gli arredi di Montecitorio e le grandi navi da crociera dei Florio. Dopo un periodo di declino, negli anni ’90 gli spazi sono stati recuperati e ristrutturati, e oggi rappresentano una piccola cittadella della cultura, nella quale si tengono eventi di alto rilievo come BAM. 

BAM 2022: guida agli eventi

Per tutta la sua durata, la Biennale Arcipelago Mediterraneo proporrà numerosi appuntamenti ai visitatori, alternando eventi singoli e mostre continuative. 

The Tilted Body

Ad aprire la rassegna è stato “The Tilted Body – Festival Internazionale della Performance art”, un’esibizione curata da Lori Adragna con l’assistenza di Miriam Pinocchio. Le opere proposte sono per lo più video installazioni e performance che vedono spesso una diretta partecipazione del pubblico, e sono incentrate sul concetto di Mediterraneo inteso come luogo di scambio e accoglienza e crogiolo di culture. L’ideatrice del progetto Lori Adragna ha voluto indagare anche sul rapporto con gli altri nell’epoca della post pandemia, un tema ricorrente anche in altre esibizioni, la curatrice spiega: "Il distanziamento sociale determinato dal diffondersi del coronavirus ha creato una grave ferita, un trauma psicologico profondamente connesso al corpo”. Queste ferite sono rappresentate dal “corpo inclinato” che simboleggia “la forma del Sé altruistico, controcorrente, aperto e spinto ad uscire fuori dal suo asse per sporgersi sull’altro."

La fila lunga

Si tratta di uno dei progetti creati con le istituzioni straniere, in questo caso con RUNONART di Atene. In collaborazione con Efi Spyrou, Stefania Galegati ha invitato la comunità palermitana a partecipare ad una fila, portando con sé un oggetto personale. Centocinquanta persone si sono così radunate in piazza Magione prendendo parte, per tre ore, ad una lunga fila di forma organica, dove hanno avuto la possibilità di scoprire sé stesse e gli altri impegnati nell’atto di non fare nulla, se non attendere. 

Il risultato di questo progetto è un racconto che ha per protagonista lo spazio. Quello che si crea tra una persona e l’altra quando si trovano in uno stato di attesa, ma anche la distanza tra luoghi naturali e ambienti creati dall’uomo. Tra quelle somiglianze e differenze che permettono la coesistenza al di là del tempo e dello spazio.

La fila lunga
La fila lunga

Saturazione liquida. ART4T: pratiche artistiche in atto

Altro progetto nato da una collaborazione internazionale, che è sia una mostra collettiva che una serie di performance. Un esperimento prodotto con l’università di Aarhus e nato dalla collaborazione tra Gry Worre Hallberg, Sisters Hope Copenhagen, Egle Oddo, artista palermitana residente in Finlandia, e la curatrice turca Basak Senova. Il suo scopo è quello di offrire uno spaccato del processo interpretativo all’impronta, in relazione al contesto locale, proposto da un gruppo di giovani artisti europei. Questi ultimi, provenienti da vari paesi, hanno raccontato in modo eterogeneo dieci giorni di residenza a Palermo. Questo esperimento ha restituito diverse visioni della città, poi esposte in due mostre corali nella Chiesa di Sant'Euno e Giuliano e alla Fondazione Merz. 

ART4T
ART4T

ISolitudine

ISolitudine è una mostra che ha per protagoniste le opere di alcuni artisti che hanno partecipato al progetto ART4T. Si tratta di un percorso espositivo che ruota attorno a tematiche urgenti e quanto mai attuali quali le idee di insularità, di contatto, di confine, di dialogo e di possibilità. Un’attualità che si riscontra non solo nei temi, ma anche nel modo in cui è concepito, cioè come un progetto corale che sfida la tradizionale distinzione tra mostra personale e collettiva.

Courtesy Fondazione Merz - Ph. Filippo Maria Nicoletti
Courtesy Fondazione Merz - Ph. Filippo Maria Nicoletti

Identity in between

“Non esiste un unico sé, l’identità non è singolare, piuttosto un concetto dai molteplici significati, polifonico e mutevole.”

È da questa riflessione che nasce Identity in Between, un progetto di RUNONART e ideato da Efy Spirou, che comprende il lavoro di cinque artiste greche. Una serie di progetti performativi che hanno lo scopo condividere la loro espressione artistica, le visioni di identità molteplici e approfondire i termini sociali, culturali e psicologici che sono alla base del processo di formazione dell’identità. Il progetto di Tzeni Argyriou è incentrato sul rapporto tra le persone e il mondo digitale, Μarianna Kavallieratos indaga sul concetto di rotta quotidiana tramite una raccolta di scarpe. Maria Sideri mostra il confine sottile tra tossicità e sanità e infine Eliza Soroga racconta molteplici identità professionali tramite svariati colloqui.