Per raggiungere la sostenibilità edilizia non basta dipingere il palazzo di verde, come fanno certi attori del greenwashing. Infatti, il palazzo più sostenibile di Milano è color mattone. L’Open 336 è stato inaugurato circa un mese fa nel quartiere industriale Bicocca, e, seppur si mimetizzi nello stile Indus-Chic della zona, comporta e promuove soluzioni tecnologiche a basse emissioni.

Sostenibilità senza compromessi 

Per il progetto “ad uso uffici”, ad opera di Park Associati, si è voluta sin dall’inizio la certificazione LEED Platinum, che promuove un approccio orientato alla sostenibilità. Tutto inizia dalla progettazione, che tiene conto non solo dell’estetica e dell’ingombro della costruzione, ma anche dell’impatto che avrà nelle zone circostanti. Questo comporta un’attenzione particolare al contenimento delle polveri, alla gestione dei rifiuti, ma anche all’uso di materie rinnovabili come il legno, o riciclate come lo speciale calcestruzzo ultraleggero usato in facciata. Punta di diamante dei materiali green, il cemento GRC, che riutilizza una larga percentuale di maceri provenienti dalla demolizione dei palazzi precedenti. Ma ciò non significa scendere a compromessi: questo legante ipertecnologico dura quanto, se non di più, il classico cemento Portland, e inoltre è particolarmente idoneo alla prefabbricazione, riducendo così le emissioni dannose della produzione on-site.

Vista testata edificio da sud-ovest. Il volume rettangolare è in equilibrio tra aperture in vetro a tutto o doppio piano e telaio strutturale in fibrocemento colorato in facciata.
Vista testata edificio da sud-ovest. Il volume rettangolare è in equilibrio tra aperture in vetro a tutto o doppio piano e telaio strutturale in fibrocemento colorato in facciata. © Park Associati

Anche nella scelta dei materiali interni si punta alla certificazione. Ad esempio, per mitigare gli effetti dei trattamenti che rilasciano formaldeide, gli architetti hanno previsto rivestimenti a bassa emissione, dalle vernici ai pavimenti, fino alle colle e ai pannelli di cartongesso. “Sono tutte azioni che riportano al centro dell’attenzione il benessere dell’uomo”, spiega la responsabile della sostenibilità, l’architetto Francesca Galati Bolognesi di FGB Studio. Il senso di benessere passa anche tramite l’abbondante luce naturale che pervade l’atrio, la terrazza sommitale fiorita, e soprattutto il controllo intelligente del clima e della qualità dell’aria.

Hall d'ingresso. Ampia e luminosa, si trova nello spazio porticato che collega i due lati lunghi dell’edificio.
Hall d'ingresso. Ampia e luminosa, si trova nello spazio porticato che collega i due lati lunghi dell’edificio. © Park Associati

Il palazzo che respira

Al cuore dell’innovazione del progetto c’è il desiderio di fornire l’aria “più pulita sia dentro che fuori”, sempre in sintonia con la sostenibilità, obiettivo raggiunto grazie a Eco2 Air Filter, un sistema di filtraggio all’avanguardia sviluppato dal Gruppo Fervo. Cattura l’anidride carbonica presente nell’aria circostante il palazzo, quindi la arricchisce di ossigeno per diffonderla nei volumi interni. Il filtro funziona come una spugna, fatta di materiali biodegradabili e sostenibili. Per esempio i fondi di caffè raccolti nella capitale lombarda sono un eccellente materiale filtrante. Può funzionare di continuo per un mese, poi viene “spremuto” per purificarlo dalla CO2 e i moduli possono essere riciclati e riutilizzati on-site fino a 7 anni. Ovviamente, non è che poi si rilascia la CO2 nell’atmosfera: questa può essere accumulata e impiegata per diversi usi, come il vertical farming o anche la gassificazione di bibite, diventando così una nuova risorsa, anziché un rifiuto.

In molti palazzi costruiti secondo i principi della sostenibilità manca sempre un’altra cosa: il ciclo continuo. Diversamente, l’Open 336 è stato concepito sin dall’inizio come un organismo completo. Le fondamenta sono come le radici nel suolo, mentre il filtro Fervo gioca la parte delle foglie che attivano la fotosintesi

Terrazza verde al quarto piano. La terrazza interrompe la sequenza regolare dei piani, aprendo la vista verso sud e verso la città.
Terrazza verde al quarto piano. La terrazza interrompe la sequenza regolare dei piani, aprendo la vista verso sud e verso la città. © Park Associati

Anche il suo cervello è tech

Ma i polmoni verdi di questo palazzo sono solo uno degli organi che fanno vivere il volume. Sono connessi, come tanti altri sensori, alla piattaforma FEAMS che rileva tutti gli aspetti del consumo del palazzo, ma anche i livelli di energia e la sostenibilità. In tempo reale, si possono così analizzare i consumi e fare predizioni tramite intelligenza artificiale per migliorare i flussi. Prevenire è meglio che curare: anche se tutti questi sistemi prevedono un investimento iniziale superiore del 30% rispetto a un palazzo classico, l’integrazione completa dei sistemi porta ad una migliore prevenzione dei danni e a un costante adattamento agli utenti. Ciò facendo, si tagliano i costi di manutenzione e di riparazione, mantenendo il valore del bene nel tempo. Per di più, a termine, l’opera potrà anche essere net-zero, ovvero l’assorbimento costante di CO2 bilancia il rilascio di gas inquinanti avvenuto durante la costruzione.