Quando si produce un vino che diventa un monumento a sé stante, non basta più una cantina per rappresentarlo ed ospitarlo, ci vuole un’opera d’arte architettonica che rifletta il terroir e la ricchezza dei profumi. Ecco spiegato perché sempre più aziende vinicole fanno appello ai grandi architetti per riprogettare l’universo intorno a cantine e vigneti. Scopriamo alcune delle realizzazioni più famose presenti tra le campagne d’Europa.

L’Acino e il Cubo

Artisti Luca e Marina Deabate, Piemonte, Italia

La Cantina Ceretto, produttrice di alcuni dei vini più acclamati delle Langhe, ha scelto l’esuberanza delle forme. Fiori all’occhiello della casa, il Barolo e il Barbaresco sono ancora oggi invecchiati negli “chai” ubicati sotto il severo casale risalente all’800 che domina la collina nei pressi di Alba. Gli artisti Luca e Marina Deabate hanno quindi realizzato questa bolla trasparente come un davanzale sospeso sulle vigne. L’Acino richiama un chicco d’uva e collega direttamente la cantina con le vigne tramite una passerella di legno.

Questa è che la terza opera d’arte architettonica voluta dai Fratelli Ceretto. Poco prima, nella cantina di famiglia di Bricco Rocche, hanno fatto edificare il Cubo, un parallelepipedo di vetro, “spigoloso come il Barolo”, sempre trasparente, per accedere alle gallerie.

Rocca di Frassinello

Arch. Renzo Piano, Toscana, Italia

Per sottolineare l’innovativo accorpamento di poderi francesi come il Merlot e il locale Sangioveto, la tenuta Castellare di Castellina ha chiesto aiuto all’architstar Renzo Piano. Nel cuore dei processi vinicoli c’è la barricaia, la cantina dove l’uva diventa vino. È proprio questo il punto di partenza scelto dall'architetto quando gli è stata affidata la creazione del casale di Rocca di Frasinello. Ha scavato una vasta sala di 40 metri di lato, senza nessuna colonna, creando un anfiteatro dedicato alle barrique. Attorno, si distribuiscono i tini di acciaio connessi al tetto coprente, nei quali si versa direttamente l’uva raccolta durante la vendemmia. In definitiva, un’architettura essenziale e funzionale, ma con un grande senso di nobiltà.

Barricaia di Rocca di Frassinello
Barricaia di Rocca di Frassinello Matteo Serpi

Masseto

Architetti Zitomori, Toscana, Italia

Stesso approccio in Toscana, al Dominio Masseto. Tra l’influenza del mare e la famosa argilla blu del terreno, si è creato un “cépage” endemico della zona, che richiedeva quindi uno scrigno molto particolare. Per rendere in simbiosi con il vigneto, il vecchio casale e i dolci pendii della zona, gli architetti Hikaru Mori e Maurizio Zito hanno creato “la cava”, uno spazio sotterraneo brutalista, in cemento venato per ricordare le particolarità dell’argilla locale. Dall’esterno si nota solo l’entrata ad imbuto, ma poi lo spazio si apre in una grotta artificiale su tre piani, dove riposano le barrique. Lo spazio di degustazione è un minimalista scaffale d’acciaio, circondato dal cemento liscio.

Masseto
Masseto Marius Hansen

La Brunella

Arch. Guido Boroli, Piemonte, Italia

Per ampliare l’azienda agricola La Brunella, sempre nel territorio del Barolo, Guido Boroli ha scelto semplicemente di prendere in prestito le forme e i materiali già presenti. Così è nata la sala degustazione rivestita di vere doghe di barrique all’esterno. Quando è accarezzata dal vento, gli effluvi di vino e di tannini pervadono l’interno. Allo stesso tempo, la scala che scende alla tinaia è racchiusa in un cofano di legno che ricorda esattamente il packaging delle bottiglie di Barolo qui prodotte. La sala degustazione si apre sul vigneto, accanto alla collina.

Tenute Lunelli

Artista Arnaldo Pomodoro, Umbria, Italia

“Il paesaggio”, racconta l’artista Arnaldo Pomodoro “mi ricordava il Montefeltro dove sono nato. Il mio intervento quindi non doveva disturbare la dolcezza delle colline”. L’idea della tartaruga nasce per simboleggiare la stabilità e la longevità, due note caratteristiche del vino Montefalco. Così l’artista ha ideato un largo carapace di rame, inciso da crepe come solchi nella terra

©Tenute Lunelli
©Tenute Lunelli

All’interno, diventa più scultura che architettura, grazie ai giochi di volumi e forme del soffitto. 

©Tenute Lunelli
©Tenute Lunelli

Cantina Petra

Arch. Mario Botta, Toscana, Italia

Per l’architetto svizzero Mario Botta ci voleva un design razionale, simmetrico e maestoso per evidenziare la bellezza e la profondità del paesaggio della Maremma. Così alla cantina Petra, produttrice di vini che richiamano le tradizioni etrusche, ha creato un immenso cilindro di mattoni rossi, per accogliere tutte le attività di ricezione e di vinificazione. Inclinato verso il pendio naturale, il tetto è attraversato da una scalinata monumentale, da cui si versa l’uva raccolta direttamente nei tini sottostanti. Le travi-persiane fanno sì che la luce naturale invada gli interni in modo soffuso, così da non “disturbare” l’invecchiamento del vino.

Cantina Petra
Cantina Petra

Marques de Riscal

Architetto Frank O. Gehry, La Rioja, Spagna

Direzione Spagna, nella regione autonoma de La Rioja dove si concentrano i vini e i vigneti più famosi della penisola. È qui, vicino al paese basso, che l’azienda Marques de Riscal produce i suoi rossi DOP e i suoi bianchi Verdejo. Proprio in mezzo alle vigne, ha deciso di creare un simbolo del territorio a destinazione turistica: un hôtel disegnato da Frank Gehry. L’architetto del famoso Museo Guggenheim di Bilbao, riprende la stessa formula architettonica con delle volute di titanio e d'acciaio che fiammeggiano sul tetto della struttura. Organico e asimmetrico, ospita 60 camere di lusso, 10 suite, tutte collegate alla tenuta principale tramite una passerella sospesa tra i vitigni. Il VIP lounge apre sia sul Paese Basco che su La Rioja, come un punto di incontro tra due terre. Ovviamente, vi si soggiorna per assaggiare i vini locali, ma anche il chorizo e le specialità del ristorante stellato.

Hotel Marqués de Riscal
Hotel Marqués de Riscal

Bodega Ysios

Architetto Santiago Calatrava, La Rioja, Spagna

Nella località vicina di Ysios, non poteva mancare l’altro grande nome dell’architettura iberica: Santiago Calatrava. Ha segnato la Bodega Ysios, produttrice di vini de La Rioja e di rossi Tempranillo. Sull’arido plateau in altitudine, sotto il sole spagnolo a picco, l’architetto ha creato un “miraggio” coperto di un’ondata di travi lamellari che riflettono la luce, mentre rispecchiano lo scenario naturale circostante. A contrasto, la facciata rustica è fatta di cedro grezzo. Sembra quasi un luogo di culto, una chiesa moderna tutta dedicata al vino. Calatrava voleva “un dialogo permanente tra l’opera e la natura”, e infatti le forme organiche, sempre mutevoli in base alla luce, hanno decisamente il loro perché.

Bodega Ysios
Bodega Ysios